sabato 14 febbraio 2015

Oggi, domani, per sempre !

....salgo silenziosamente immerso nella mia solitudine le scale mobili di un centro commerciale affollatissimo. 
Davanti a me una coppia, una donna ed un uomo anziani. 
Lei con la tipica colorazione argentea tendente al viola dei capelli che ancora profumano di pettinatrice.
Lui, fisico rontondetto, pochi capelli, un giaccone pesante a proteggerlo dal freddo di quel maledetto mese di Gennaio. 
Ruotano il capo, si guardano, e con un infinito senso di amore, si prendono per mano, incrociando le loro dita in modo indissolubile. 
Li osservo da dietro, mischiato in mezzo alla folla che, precipitosamente cerca un varco nella ressa. 
Si percepisce in modo palpabile il loro senso di amore ed il loro essere innamorati. 
Chissà da quanti anni si conoscono, penso io. 
Chissà quanta vita hanno passato insieme. 
Chissà quanto bene e con quale dovizia di dettaglio, sono consapevoli l'uno dell'altro dei loro rispettivi difetti, delle loro debolezze, dei loro vizi. 
Eppure, eppure ancora, sono lì.....a stringersi e a dirsi una volta ancora.....sono innamorato di te. 
Viviamo in un mondo dove ci si innamora in fretta e si dimentica ancor più velocemente di esserlo stati.
Siamo sottoposti quotidianamente a tempeste virtuali di sensazioni compulsive che ci fanno barcollare rendendoci vittime di innamoramenti temporanei. 
Ci si innamora di tutto ed un attimo dopo dell'esatto contrario, senza volerlo, senza averlo cercato, ma a volte.....senza aver fatto nulla per difenderlo. 
Li osservo, mentre loro, mano nella mano, si allontanao soffermandosi ad osservare una confezione di posate da cucina. 
Mi apparto per pensare, e li immagino seduti attorno alla loro tavola alla sera, mentre trasmettendosi gioia, assorbono dalla loro semplicità quella magnifica sensazione che solo l'essere innamorati ti può dare. 
Già......innamorati. 
Una forza non deducibile in natura. 
 Non misurabile, non esprimibile con un valore o una unità di misura.....ma infinitamente esplosiva. 
C'è chi muore per questo. 
C'è chi soffre, c'è che vive oppure.....chi rivive ! 
Mille sono le sfaccettature nel sentirsi innamorato così come altre mille possono essere le ragioni per le quali lo si è. 
Ma esiste solo un modo per far si che questa entusiasmante sensazione ci segua lungo lo scorrere della nostra vita....dimostrarlo ! 
Ogni mattina, ogni giorno, ogni istante....non darlo per scontato, non far si che diventi una consuetudine, non smettere mai di esternarlo, non nascodersi dietro una maschera di duro.... 
Ogni mattina, ogni istante, lascia che questo tuo essere innamorato traspaia e sia ben visibile. 
Lascia che chi ti sta a fianco lo senta e lo veda. 
Lascia che diventi il filo conduttore del tuo essere vivo. 
Non si è innamorati solo se seduti su una terrazza in riva al mare, sorseggiando un calice di vino osservando il tramonto. 
Molto più intenso è esserlo in quei momenti dove tutto attorno te ti assorbe in altro. 
Nel traffico convulso dell'ora di punta mentre già dovresti essere al lavoro ed invece ti trovi ancora inghiottito nel suono dei clacson delle auto. 
Di fronte al tuo capo che urlando cerca di cancellare in te il vero valore in cui credi. 
In quei momenti difficili che la vita, inevitabilmente, ci regalerà. 
In ogni dove, che sia in cima al mondo durante un viaggio, che sia cadendo nel fango della Mongolia, che sia percorrendo l'ultimo dei 34500 km dell'attraversamento delle Americhe, che sia mentre lavo i piatti in cucina.....sempre, ogni luogo, ogni istante, ad ogni respiro.....ogni momento che vivo.......io VOGLIO....essere innamorato. 
Per questo, proprio oggi, a tutti gli innamorati che magari festeggeranno con lunghi sguardi ed incandescenti baci io dico....anche domani ! 
Anche dopodomani, e poi ancora, ogni giorno, sempre e sempre di più ! 
Sii innamorato ogni giorno un pò di più, vivrai bene, imparerai che ci sarà sempre una ragione per svegliarsi al mattino, imparerai che ogni sera chiuderai gli occhi con il rammarico di doverlo fare ma con la consapevolezza di aver dato amore. 
Perchè poi, alla fine..... la cosa più importante è amare..... la seconda cosa più importante è essere amati... .....ma quella più importante di tutte....è che le due cose accadano contemparaneamente !!!! 
A tutti gli innamorati quindi, buona festa ma, non dimenticatevi che anche domani lo sarà, e poi ancora, e poi ancora....per sempre ! 
C'è una donna, innamorata come il primo giorno, che non smette mai di esternarlo nonostante tutto. 
L'ho vista amare il suo uomo quando erano vicini. 
Ora che sono infinitamente lontani lo ama ancora di più. 
Sono certo che stasera le loro mani si staranno intrecciando forte, i loro sguardi saranno più che mai vicini. 
A loro in particolare dedico un pensiero. 
A mia zia Lena e a mio zio Giancarlo. Così lontani ma così intimamente vicini. 
Al loro essere innamorati mi ispiro quando dico che lo si può essere davvero......per sempre !!


mercoledì 4 febbraio 2015

Rivivere...per vivere una volta ancora

Agosto 2006, ore 9 del giorno 4. 
Le ruote iniziano finalmente a roteare e con esse, noi ci muoviamo. 
Una nebbia quasi autunnale inumidisce la visiera del casco, filtra attraverso il colletto della giacca da moto, si insinua sulla pelle e fa nascere qualche brivido. 
Non saprò mai se quei brividi fossero causati dal freddo o dall'emozione di essere in quel luogo. 
Avevamo studianto per settimane l'itinerario, chilometro dopo chilometro sapevamo a memoria cosa la strada ci avrebbe riservato. 
Percorriamo i primi 500 metri di strada e troviamo il primo bivio di quel viaggio. 
Notiamo come altre persone avessero scelto di dirigersi a sinistra, ma noi, fermi sulla destra temporeggiamo. 
Gisella apre la fedele cartina stradale, scruta il paesaggio cercando spunti nella nebbia, ruota il capo a destra e poi a sinistra, segue con lo sguardo la carovana di persone dirigersi a sinistra e sentienzia........noi dobbiamo andare a destra, quelli non sanno la strada evidentemente ! 
Inserisco la prima marcia, lascio delicatamente la frizione, accellero ed il viaggio ha inizio. 
Passano altri 500 metri e la strada diventa sterrata..........primo dubbio. 
Gisella, dal casco mi sussurra " strano.....non avevo letto che l'asfalto sarebbe finito così in fretta "
Proseguiamo, siamo soli su quella strada............secondo dubbio. 
La strada, adagiata sul bordo della montagana che scende verso il mare, costeggia quest'ultimo tenendolo a destra. 
Gisella, un pò meno sottovoce, dice " strano.....mi aspettavo che la strada salisse verso la montagna lasciandoci il mare alle spalle.......terzo dubbio. 
E come dice il detto, tre sospetti generano una certezza....avevamo sbagliato strada ! 
Inverto il senso di marcia e ricomincio il racconto....Il viaggio inizia adesso !! 
Torniamo sui nostri passi, ritroviamo l'asfalto, rincorriamo tutti quei ""pirla"" che "avevano sbagliato strada" li superiamo tenendo bene il busto eretto e lo sguardo fiero, cercando di non far trasparire l'errore appena commesso. 
Un pò come chi cadendo dalla moto di fronte ad altre persone, si alza impettito e guardando la platea dice...beh ? tanto volevo fermarmi proprio quì... 
La nebbia salendo si dirada, gli occhi iniziano a scoprire quei paesaggi, quelle nuvole, quelle montagne, quel cielo che, mixato all'aria di un luogo lontano, ci fanno sentire vivi. 
Ogni istante, o per meglio dire, ogni metro di quel luogo mi sono entrati nella pelle in modo indelebile. 
Ogni battito del mio cuore nell'affrontare quelle strade li ricordo come se li avessi vissuti solo oggi. 
Ogni sguardo preoccupato di Gisella, di fronte alla strada che quasi per magia scompariva sott'acqua, lo ricordo con tenerezza. 
Ogni mio attegiamento spavaldo nel cercare di infondere sicurezza quando invece la paura per me era doppia, li sento ancora palpabili. 
Forse ero più forte, sicuramente più sicuro di me. Magari mi credevo invincibile per poi scoprire che nello scorrere della mia vita, non è stata un strada lontana a farmi crollare.
Di sicuro ero più giovane. 
I giorni passano, i chilometri percorsi aumentano. 
Quel luogo ci assorbe, ci incanta, ci strega e ci rapisce. 
Ogni punto di quella terra ha un suo essere estrema, esattamente ciò che anche forse noi inconsapevolmente siamo. 
La natura ha concentrato in uno spazio relativamente piccolo tutto ciò che di estremo e meraviglioso si possa immaginare.
Il suo essere freddo come il ghiaccio ma nel contempo ardente come la lava di un vulcano. 
Apparentemente privo di vita ma nel contempo esplosivamente pulsante. 
Un luogo mutevole e controverso sotto ogni forma, dalla morfologia al clima, dal mare alla montagna, dall'essere in grado di trasmetterti amore sino a iniettarti la paura e lo sconforto nel pensare di non farcela.
Non ho dimenticato un istante di quei giorni. 
Nonostante non riesca a ricordare i nomi dei luoghi, questo è uno dei miei mille difetti, ho in mente ogni singolo fotogramma di quell'esperienza. 
Avremmo voluto che mai finisse. Tanta era la voglia di restare che cercammo sino alla fine di rimanere ancorati a quella terra. Sino all'ultimo, sino a quando la ragione, come spesso succede, ebbe la meglio contro il cuore. 
Ma non andai via senza aver fatto una promessa.... 
Una promessa che per essere mantenuta necessita di un supporto anche dall'alto..... 
Io quì tornerò. 
Io quì tornerò con Gisella... 
Prometto di tornarci per i miei cinquant'anni !! 
Ricordo ancora come molti mi dissero " ma magari a cinquant'anni non andrai più in moto ...." 
Come mi dicevano quand'ero piccino " ogni promessa è un debito ".....ed ogni debito va saldato prima possibile. 
Non tornerò in quel luogo per i miei cinquant'anni....
bensì ne avrò quarantanove ed un pezzo....spero vada bene ugualmente... 
Ci tornerò con Gisella. 
Torneremo la dove, insieme, abbiamo vissuto, respirato e amato. 
Torneremo da quel vento che sferzava i nostri occhi, squoteva la moto e ci costringeva a ritirarci presso i rifugi posti lungo la strada. 
Attraverseremo nuovamente quei corsi d'acqua che inghiottono le strade e fanno salire la paura di non farcela. 
Mangeremo nuovamente quel pane cotto sotto terra. 
Dormiremo nuovamente sotto quel cielo di stelle. 
E non potendo fermare il tempo, un giorno, pur piantando le unghie nel terreno per non farci strappare via, torneremo a casa. 
Ma mai, per nessun motivo, senza prima aver fatto un'altra promessa.....e chissà, se questa volta riuscirò a rispettarla.. 
Mi impegnerò.....darò il massimo.....sino all'ultimo secondo....sopratutto però.....non smetterò mai di crederci !! 
 Mai mollare, Mai smettere di provarci, perchè dovesse venirti voglia di farlo, ricorda sempre:
 Il futuro dipende da ciò che facciamo nel presente ( Gandhi ) 
 Sciogli i tuoi ghiacci, fai scorrere i tuoi torrenti, rinvigorisci le tue cascate.... 
Noi torniamo.......aspettaci ISLANDA !!!





sabato 17 gennaio 2015

Angeli e Demoni

Non è passato molto da quando, seduto sulle rive di un torrente linea di confine con l'Afganistan, osservavo donne, uomini e bambini vivere la loro vita scandita forse solo dall'allungarsi delle loro stesse ombre sul suolo. 
Un gruppo di bambini scende verso l'acqua tumultuosa per poter essere più facilmente visibile mentre, sbracciandosi a più non posso, ci saluta trasmettendo calore. 
Lo stesso, identico, ardente calore che abbiamo percepito in Siria, ad Aleppo, oppure lungo i villaggi posti sulla strada verso il confine Iracheno. 
E poi ancora seduti sulla sabbia di una duna posta chissà dove in Tunisia, a dividere una tazza di the verde con un beduino sconosciuto e suo figlio arso dal vento e dal sole.
Mai, neppure per un istante, ho pensato. 
Sempre, ogni istante, l'ho vissuto ! 
Ho vissuto quei saluti, quei sorrisi, quegli sguardi nascosti da un velo, quel the, quella stretta di mano, quell'abbraccio lontano, tutto con un unico, grande e profondo significato.....
Non sono io che ho deciso di nascere Cristiano e non sei tu che hai deciso di nascere Musulmano. 
Quello che possiamo decidere, insieme, è di essere parte di questo nostro mondo, uniti, vicini anche se lontani, uguali anche se apparentemente diversi, amici anche se sconosciuti e quindi...fratelli. 
Mezzanotte piovosa quì a Trana.
Il caminetto è acceso, il calore della fiamma scalda la mia metà posta a ridosso di essa ma l'altra metà di me è fredda e quasi sembra lamentarsi. 
Basta che io mi giri e la parte fredda diventerà calda, lasciando che la seconda, inizialmente fortunata ed al sicuro, venga abbandonata a se stessa.
Il fatto di avvertire piacere e quindi di sentirsi bene o forse nel giusto, potrebbe forse dipendere da quale prospettiva io utilizzi per guardare le cose ? 
Mezzanotte piovosa quì sulla Terra. 
C'è una parte di mondo posta vicino al caminetto, è calda, si crogiola su se stessa e sulla sua "esportabile" democrazia. 
Poi c'è l'altra parte, posta in ombra, nel freddo connubbio di quei modi di fare, quei gesti, quelle usanze, quei credo che noi non possiamo comprendere e per questa ragione, deploriamo. basterebbe girare il mondo, o forse quindi cambiare prospettiva, per vedere le cose in forma completamente differente. 
O forse, ancor più semplicimente, basterebbe ricordarsi chi eravamo prima di diventare, o per meglio dire, atteggiarsi...civili. 
Eravamo quelli che in nome del nostro Dio abbiamo combattuto e ucciso. 
Eravamo quelli che in nome del commercio delle spezie abbiamo invaso terre sconosciute uccidendo chi si poneva sui nostri passi. 
Eravamo quelli che in nome di una razza pura abbiamo sterminato un popolo. 
Ed ora chi siamo ? 
Siamo quelli che in nome di un modello di società evoluta esportiamo, uccidendo, la nostra democrazia. 
Siamo quelli che se sei ricco ti puoi curare se sei povero invece, puoi morire. 
Cosa sono io esattamente ? 
Sono ciò che la mia terra mi ha dato, ciò che i miei genitori mi hanno trasmesso, ciò che il piccolo mondo quotidiano attorno a me mi costringe ad essere.
Ma vorrei essere anche un sorriso, uno sguardo, un stretta di mano, un abbraccio. 
Una forza dirompente che non ha nazione, colore o religione. 
Alzo gli occhi e lancio un profondo pensiero a chi, in questi ultimi tempi in particolare, è partito per un lungo ed infinito viaggio. 
Penso a loro, a chi li ha perduti e capisco, o credo di poter capire, il dolore e il desiderio di vendetta. 
Penso però anche a chi, perchè Islamico, trovandosi a camminare lungo le strade di Parigi, come di Trana, si sentirà emarginato, evitato o peggio ancora additato. 
Esattamente la stessa percezione che, in un viaggio passato avvertimmo Gisella ed io quando, fermandoci lungo il percorso la gente del luogo ci evitava definendoci "gringos" e quindi mal voluti. 
Il TG ormai è finito, e quasi era riuscito a convincermi. 
Nel mondo ci sono due differenti tipologie di uomini.....Angeli e Demoni.....
per fortuna "noi" siamo nati Angeli.... 
E se fosse invece che semplicemente pensiamo di essere seduti vicino al caminetto dal lato caldo ?

Domani, chiunque tu sia, non abbassare lo sguardo quando incontrerai qualcuno di diverso dal tuo modo di vedere le cose, potrebbe essere lui l'Angelo !




mercoledì 31 dicembre 2014

Mezzanotte d'Orata....

Esiste un mondo, un mondo di mezzo ed anche uno di sotto....
Io, faccio parte di quest'ultimo.
Invisibile, a volte ostile, affascinante, pericoloso, freddo, caldo, dai mille colori in funzioni delle latitudini sino ad arrivare al buio della notte se si scende nelle profondità.
Ci vivo da sempre, non posso farne a meno.
Io respiro, io mi sposto, io vivo la dove altri non potrebbero.
Mi piace vedere il mondo che si affaccia su quello di sotto alla ricerca di un qualcosa o di un qualcuno.
C'è sempre il pivello che arriva sino qui da chissà dove con la pretesa di prendermi.
Io lo guardo da sotto, lo fisso meglio occhi ci giro intorno, mi prendo gioco di lui ed infine me ne vado...
Già....io non ho limiti, sono libera, non ho confini, nessuno mi chiederà mai il passaporto per arrivare chissà dove.
Proprio oggi, ormai verso sera, arrivo nei pressi della spiaggia di Fetovaia, sull'Elba.
Arrivavo da un giretto fuori porta, mi ero presa un po' di svago andando a mangiarmi due cozze in Corsica.
Mi avvicino alla riva e scorgo due tipi strani, imbacuccati come se dovessero attraversare il polo Nord.
Lei, seduta su un tronco, con in mano quello che gli umani chiamano e book, intenta a leggere con solo più gli occhi liberi mentre tutto il resto del corpo era sigillato da maglioni, giacche a vento, cappelli in pile e persino i guanti a proteggere le mani.
Nel suo sguardo languido, un silenzioso e dolce urlo di aiuto nei confronti di lui " portami a casa, ho freddoooooo" !!
Lui invece, indossava un giaccone con cappuccio, la goletta tirata su sino al mento, sigaro in bocca e sguardo fisso verso la punta di quell'aggeggio che tutti chiamano canna da pesca.
La fissava con avidità, scrutava ogni suo possibile movimento, sperava e non la mollava per un istante.
Giro intorno, lui non può vedermi ne tantomeno sentirmi.
Io rallento la mia corsa, mi fermo, lo osservo e quasi lo compatisco.
Ma non avrai freddo la fuori ? Mi chiedo io 
E' buio pesto, ci sono 3 gradi, il vento forte gli sferza gli occhi e vedo il fumo del sigaro che esce dalla bocca roteando su se stesso e spostandosi violentemente a destra per poi sparire.
E' motivato dalla sua nuova passione invernale, quasi mi fa pena vedere il suo sguardo di rassegnazione.
Mi avvicino alla lenza, la seguo con lo sguardo, noto sul fondo un amo sul quale giace avvinghiato un verme Coreano.
Mi avvicino e gli chiedo se abbia sofferto.
Lui, con un rantolo di voce mi risponde " si, e' stata dura e dolorosa, quel sadico, prima mi ha acquistato al negozio di pesca pagando al proprietario un euro per avermi, poi mi ha conficcato un amo in bocca e come se non bastasse, dopo avermi fatto fare un volo di circa 150 metri, ora mi trovo qua'.....ed ho pure freddo...."
Sconvolta da quel racconto risalgo, mi avvicino nuovamente all'uomo incappucciato per guardare in faccia la sua crudeltà.
Lui è sempre lì, sguardo fisso verso la canna, il sigaro e' terminato, ora ha entrambe le mani in tasca.
Lei invece, sempre più intirizzita dal freddo, sento che lo chiama....
" Gianni, è quasi mezzanotte.....non credi che sarebbe ora di rientrare ?"
Lui, inspirando profondamente come per prendersi ancora qualche secondo prima di rispondere, esclama:
" Gisella, dammi ancora cinque minuti, lo sai che ci tengo a prenderla "
Sollevo gli occhi al cielo scoraggiata, squoto la testa e mi allontano.
Passo di fianco al mio nuovo amico Coreano per salutarlo, lui è la, sguardo triste di chi si sente già vicino alla fine.
Mi affianco, con un colpo di pinna caudale gli do una pacca amichevole sulla spalla.
Lui mi chiede " che succede la fuori ?"
Io gli rispondo " tranquillo, c'è un tipo, si chiama Gianni credo di Torino dall'accento, con la sua compagna di nome Gisella, tutti infreddoliti, sono lì in spiaggia da soli e nel buio più assoluto. Lui si è messo in testa di poter pescare...........
Proprio non capisco, c'è un mondo la sopra che brilla, tutti che fanno festa, tutti che ridono, brindano e stappano bottiglie.....mentre invece quei due che fanno ? Soli, nel buio freddo della notte a cercare di pescare.......che tipi strani !
Il verme mi guarda e lapidario mi dice " magari loro sono felici così ........e magari tutti gli altri che stappano, brindano, ridono, ecc......lo fanno solo perché il calendario lo richiede "
Calendario, rispondo io ? 
Eh si, e' mezzanotte del 31 dicembre mia cara......una bella mezzanotte !!! Risponde il verme.
Caspita, devo andare, ho una festa che mi aspetta con i miei amici ......
Aspetta......prima di andare via dimmi almeno come ti chiami, sai com'è .....magari non ci vedremo mai più......
Ci vedremo ancora mio caro amico verme Coreano.......mi chiamo Orata !!!!

Buon anno !



mercoledì 24 dicembre 2014

Buongiorno amico...Buongiorno Nuovo Anno....

Ultimi metri di una salita faticosissima. 
 Le mani si aggrappano alle rocce per aiutare il corpo stanco ad affrontare ciò che ormai mi separa dalla vetta. Il freddo intenso, l’aria tersa dell’inverno e quel gelo che ferma il tempo immobilizzando la vita, li sento sulla pelle e sulle ossa, ma sono quasi in cima. 
Ancora un passo……. ormai ci sono, sono sulla vetta. 
Mi volto, lancio lontano lo sguardo alla ricerca del punto dal quale un anno fa sono partito. 
Rivedo i singoli passaggi, i guadi, le salite, le discese, le verdi valli, le ripide pareti, le nuvole, la pioggia, il vento ed il sole. 
Rivedo tutto, ogni singolo istante di ciò che è stato e di ciò che ormai è storia. 
Mi volto di centoottanta gradi e cerco di scrutare avanti, verso quel punto lontano che solo fra un anno come oggi raggiungerò. Non lo vedo, lo posso solo immaginare. Posso cercare di far credere a me stesso che non troverò più guadi, pareti verticali, nuvole e pioggia, bensì unicamente sole e verdi valli. Ma nonostante sia un eterno bambino non mi credo. 
So bene che mi imbatterò in quelle mille difficoltà che fanno della nostra vita un insieme di istanti difficili da superare. Nel contempo so però anche molto bene che ci saranno istanti, seppur brevi, dove il mio cuore darà al mio corpo quell’impulso di carica positiva chiamato gioia….
per questo riparto, per questo abbandono la vetta e ricomincio a muovermi. 
Per non morire, per non sentirmi mai dire da nessuno che sono arrendevole….per non vivere di un ricordo bensì per cercarne altri mille da creare. 
Questa e solo questa è la mia visione di un anno che termina ed uno nuovo che sta per ricominciare. Una nuova sfida, un qualcosa da affrontare al cento per cento, vivendo ogni istante come fosse l’ultimo ma cercando di vivere il successivo come fosse il più importante. 
Una nuova storia da scrivere, da disegnare su quel notes che ad ognuno di noi è stato donato quando, per volontà di qualcuno, siamo venuti al mondo. 
Noi non siamo null’altro che una penna, la quale zigzagando fra le lettere di un alfabeto vivente, compone frasi che qualcuno forse un giorno leggerà. 
Siamo ciò ci impegniamo di essere, mai o difficilmente ciò che realmente vorremmo diventare. 
Se mi chiedessero di dire cosa vorrei veramente essere, credo come tutti, sarei in difficoltà nel definirlo. Non mi importa essere nulla di diverso da ciò che il mio prossimo sogno mi indicherà. 
Libero come lui, infinitamente silenzioso ed invisibilmente mio. 
Sarà bello, vivere, soffrire, cadere, rialzarsi, ricominciare a correre per poi alla fine arrivare e gioire. 
Sarà bello farlo inseguendo un sogno, ogni giorno, senza mai mollare, senza mai darsi per vinti, credendo fortemente che tutto ciò che facciamo null’altro sarà se non scrivere una nuova pagina sul nostro notes della vita. 
Guardo avanti, il nuovo cammino che mi aspetta. In lontananza scorgo mille pareti ripide che ostacoleranno il mio cammino. 
Sorrido…..pensando che comunque fra una parete e quella successiva troverò di certo una valle dove riposare, chiudere gli occhi e………..sentirmi libero, libero ancora di sognare ! 

Buon nuovo anno a tutti, Gisella e Gianni